Area disagio scolastico - Fondazione Exodus



Si scrive Scuola, ma si legge sfida. 
Quello della terza media rimane ancora uno scoglio arduo per tanti ragazzi fragili, che rimangono soli ad affrontare gli insuccessi scolastici e che non riescono a trovare motivazioni per proseguire nello studio.

É a questi ragazzi e alle loro famiglie che Exodus, negli ultimi anni, ha rivolto un’attenzione particolare, promuovendo il progetto "Donmilani2". La sperimentazione è partita nel 2010 nei poli di Quarto Oggiaro a Milano e di Africo in provincia di Reggio Calabria. Nel 2014 l’Ufficio Scolastico della Regione Lombardia, le Università Bicocca e Cattolica di Milano, insieme ad altre realtà territoriali (Scuola Bottega e Scuola Popolare) con una ventina di Istituti Scolastici milanesi, gallaratesi e bresciani hanno collaborato alla buona riuscita del progetto.

I protagonisti del "Donmilani2" sono ragazzi e ragazze tra i 14 e i 17 anni, molti dei quali vivono in situazioni di grave disagio sociale e in quartieri a forte rischio di criminalità, con scarsi punti di riferimento e con modelli educativi a volte disorientanti. Ogni mattina, per quasi cinque ore, i ragazzi saggiano la possibilità di apprendere la scienza, la matematica, la storia, le lingue straniere attraverso la vita concreta, “mettendo le mani in pasta alla conoscenza”. L’esperienza diretta li aiuta a riappropriarsi di un’autostima che il metodo di insegnamento tradizionale non è riuscito a tirar fuori.

La novità li affascina e presto scoprono un approccio nuovo. Ecco che per suonare la batteria si devono conoscere le frazioni e per cucinare un dolce servono le proporzioni. Allo stesso modo entrano a far parte del curriculum scolastico anche materie inusuali come equitazione, vela, pugilato, teatro e danza. Ogni esperienza è un tassello per la costruzione di una visione più attiva e progettuale della vita e del futuro.

Exodus non vuole fermarsi qui. L’obiettivo è quello di indicare una strada nuova, per una scuola che sappia essere più accogliente e vitale, che recuperi valori e competenze e che non sia solo un luogo di competizione e di nozionismo. Una scuola che tenga il passo con i cambiamenti sociali e che cammini insieme ai suoi allievi e alle famiglie, senza permettersi di lasciare indietro nessuno.